Tubby the Tuba – 1948

L’animazione, la mia prima passione. Fa pure rima. L’animazione è una tecnica e non un genere, quindi non è roba solo per bambini, anche se può far tornare bambini e quindi far risparmiare sul rinnovo del guardaroba. Beccati tutti gli Oscar per i cortometraggi di animazione. Magari ti riesco a svoltare qualche seduta di gabinetto.

Pluto’s Blue Note – 1948

L’animazione, la mia prima passione. Fa pure rima. L’animazione è una tecnica e non un genere, quindi non è roba solo per bambini, anche se può far tornare bambini e quindi far risparmiare sul rinnovo del guardaroba. Beccati tutti gli Oscar per i cortometraggi di animazione. Magari ti riesco a svoltare qualche seduta di gabinetto.

Dr. Jekyll and Mr. Mouse – 1948

L’animazione, la mia prima passione. Fa pure rima. L’animazione è una tecnica e non un genere, quindi non è roba solo per bambini, anche se può far tornare bambini e quindi far risparmiare sul rinnovo del guardaroba. Beccati tutti gli Oscar per i cortometraggi di animazione. Magari ti riesco a svoltare qualche seduta di gabinetto.

La casa di Dio

Come ti aspetti che sia l’appartamento di Dio? Ci hai mai pensato?

Come minimo pareti azzurre come il cielo, profumo d’incenso e musica celestiale, giusto? Invece è un monolocale pulcioso nel centro della città.

Sulla parete di destra, appena entrati, ci sono tre file di mensole sovrapposte, sulle quali sono disposte delle Action Figures stranissime. Su quella di sinistra invece ci sono quattro posters: quello di Hitler, quello di Gesù di Nazareth, quello di Elvis Presley, quello di Paul McCartney e Bob Dylan.

Ecco la disposizione dei modellini sulle mensole, partendo dal basso, verso l’alto. Sul primo scaffale il primo modellino è in solido marmo di Carrara e raffigura il “Modello atomico di Bohr” dell’idrogeno, quello che sembra un piccolo sistema solare, con il nucleo al centro, come un sole, e gli elettroni che gli girano attorno, come pianeti. Segue un pesce con le zampe, una scimmia in tuxedo e con un monocolo all’occhio destro e un centauro al contrario, cioè la parte di uomo sotto e quella di cavallo sopra.

Sul secondo scaffale ci sono un UFO, di quelli da Area 51, col capoccione e gli occhioni da ipertiroideo a mandorla; una specie di dinosauro con il collo lunghissimo e le pinne, al posto delle zampe, identico al Mostro di Loch Ness; Babbo Natale.

Sul terzo scaffale ci sono un essere antropomorfo, ma con la pelliccia da orso bianco, identico allo Yeti, se non fosse per le sneakers dell’Adidas; una donna in tuta da ginnastica, ma con dieci braccia, identica alla dea Kalì; Marilyn Monroe, nella impareggiabile posizione del vento dalla grata in “Quando la moglie è in vacanza”. Sono gli studi per realizzare l’uomo…

Puoi leggere le bozze in anteprima e lasciare una recensione sul sito di Bookabook.

Ogni piccolo gesto e condivisione del link può aumentare il bacino dei potenziali lettori e può avvicinarmi all’obiettivo di raggiungere le 200 copie di prevendite, grazie al quale «Tutti vogliono uccidere Dio» potrà uscir a riveder le stelle.

Tweetie Pie – 1948

L’animazione, la mia prima passione. Fa pure rima. L’animazione è una tecnica e non un genere, quindi non è roba solo per bambini, anche se può far tornare bambini e quindi far risparmiare sul rinnovo del guardaroba. Beccati tutti gli Oscar per i cortometraggi di animazione. Magari ti riesco a svoltare qualche seduta di gabinetto.

Musical Moments from Chopin – 1947

L’animazione, la mia prima passione. Fa pure rima. L’animazione è una tecnica e non un genere, quindi non è roba solo per bambini, anche se può far tornare bambini e quindi far risparmiare sul rinnovo del guardaroba. Beccati tutti gli Oscar per i cortometraggi di animazione. Magari ti riesco a svoltare qualche seduta di gabinetto.

L’album dei personaggi di «Tutti vogliono uccidere Dio»

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Voglio molto bene a Neil Gaiman

Finisco di scrivere il mio romanzo «Backup» in cui nero le vicende delle divinità romane che si sono mischiate agli umani per non rischiare di finire nel dimenticatoio e in che lettura mi imbatto? «American God» di Neil Gaimann.

In «American God» veniamo in contatto con alcune divinità dei pantheon più disparati, trasferitisi in America, come cavalli di Troia, dentro le storie degli immigranti. Un sottobosco di personaggi inquietanti, una versione freaks degli alieni di “Men in Black”, che vivono in mezzo ai mortali umani senza che questi se ne accorgano. Molto simile al mio «Backup», ma cosa potevo farci? Ormai l’avevo scritto.

Di Neil Gaiman adoro il sapore fumettoso e il riciclaggio del patrimonio comune a tutti noi della mitologia. Anche il mio «Backup» attinge a piene mani alla mitologia. Ho letto «American God» dopo aver scritto «Backup». Giuro.

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