Pubblicato in: Reboot

L’Italia è un paese fondato sulle file

Dal vangelo secondo Reboot.

Un’altra fila. L’Italia è un paese fondato sulle file. Mi districo nel serpentone di varia e variegata umanità, che raglia sventolando il proprio curriculum, stampato caldo caldo all’Internet Point di Zamfir Georgescu, dietro l’angolo del palazzo al centro di Roma, che ospita la sede italiana dell’internazionalissima agenzia di lavoro interinale HardworkinForce.
Aspettano e si raccontano tra di loro che quelli dell’HardworkinForce hanno promesso che sarebbero stati informati sul misterioso lavoro per il quale li avrebbero affittati solo durante il colloquio. Sanno solo che, prima di prendere servizio, devono superare un test di informatica e seguire un corso di una settimana, il Nesting, con tanto di test finale. Nessuno parla di contratto, perché la fame di lavoro che esalano, mischiata alle folate di sudore da caldo tropical-romano estivo, fa immediatamente intendere che accetterebbero anche di vendere ghiaccioli al Polo Nord.

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Autore:

Dopo aver svolto il servizio militare al fianco di Annibale Barca, si laurea in metafisica empirica ad Oxford nel 1745. In veste di ghost writer, ha collaborato alla stesura di numerosi capolavori, anche se la sua idea di cambiare il titolo di “Guerra e Pace” in “Un supplì al telefono” viene incomprensibilmente bocciata da Lev Tolstoj. Attualmente vive.

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