Pubblicato in: Pensierini, Storytelling

Come NON pubblicare un romanzo – L’argomento

Riassumendo

Dove si narra di Alfio Cantalamessa, aspirante scrittore che, viene fomentato dal gruppo sociale di appartenenza ad intraprendere il percorso, irto di asperità, della scrittura di un libro, ricompensato da sicura gloria.

Continua l’avventura iniziata in Come NON pubblicare un romanzo – Introduzione.

Alfio Cantalamessa si è finalmente laureato in Giurisprudenza nel fiore dell’età, cioè trentasei anni, grazie alla generosa sponsorizzazione di papà Carmelo, titolare del rinomatissimo “Studio legale Cantalamessa & figlio“ sito nel centro storico di Rocca Lumia. Lo studio è famoso per aver fatto assolvere Turi Dentiera dall’accusa di lesioni, a mezzo di morso, al cane del sindaco. Lascio immaginare lo scalpore. Rocca Lumia si era riempita di giornalisti, a cui non pareva vero di poter titolare “Uomo morde cane”.

Perché ci ha messo così tanto a laurearsi? Perché Giurisprudenza non fa per lui. Durante gli interminabili anni accademici a studiare la rarefatta differenza tra dolo e colpa, Alfio ha coltivato la passione per la scrittura, perché nessuno aveva il diritto di impedirgli “il volo icaresco verso le vette della letteratura, dove l’anima scopre di sentirsi a casa”, parole di Alfio Cantalamessa, aspirante scrittore. Insomma ha coltivato la scrittura come un carbonaro. Meglio di Silvio Pellico.

Alfio ha comunicato alla madre, Maria Delusa, la decisione di trasformare in lavoro quella che fino ad ora è stata una troppo trascurata passione. La donna è ancora piacente, nonostante l’età. A dirlo non sono io, ma i like che riscuote nelle clandestine scorribande su http://www.sposatemainfedeli.it. Ha avuto anche lei un momento di successo quando il suo maestro delle elementari, Ginocchio Crocicchio, ha letto la sua poesia “Volare nel cielo blu dipinto di blu” davanti a tutta la quarta elementare di Rocca Lumia.
La seconda, in ordine cronologico, che è venuta a sapere delle intenzioni di Alfio è nonna Carmela, madre perennemente a lutto di Maria Delusa, che velleità letterarie non né ha mai avute, ma che l’idea di avere un nipote scrittore da giocarsi nelle chiacchiere tra comari, la fa salivare, peggio dei cani di Pavlov.

Segue zia Violata, zitella sorella maggiore di Maria Assunta, che nutre per il nipote affetti sospetti e per questo ancora si offre di fargli il bagnato.

L’unica scettica è Rosetta, la sorella minore di Alfio, sempre immersa in Internet, chiusa in camera sua. Mai un complimento al fratello, che è invece adorato tutto il mondo, cioè da Rocca Lumia fino a Ennatafimi. Invidia di sorella minore. Sicuro come la morte.

Sì, l’avvocato Carmelo Cantalamessa mantiene tutta questa popolazione e per questo si illude di aver voce in capitolo sul futuro del cadetto. A suo onore va detto che l’opposizione alla carriera di scrittore è stata strenue, ma poco ha potuto conto l’attacco combinato delle donne di casa, quello frontale della moglie e quelli laterali di suocera.

«Di scrittura si muore di fame.»
«E come la metti con Verga?»
«E Salvatore Quasimodo?»
«E Leonardo Sciascia?»
«E Andrea Camilleri?»
«Ed Eugenio Montale?»
«È di Genova.»
«Sempre città di mare è.»
«Capzioso.»

Amara conferma di uno degli assiomi dell’esistere: in famiglia, soprattutto al sud, comandano le donne.

Vi chiedo solo un minuto di silenzio per la delusione dell’avvocato Carmelo Cantalamessa, quando scopre di dover togliere la nuova targa, “Studio legale Cantalamessa & figlio“ e rimettere quella vecchia, “Studio legale Cantalamessa”.

Stabilito in modo euclideo che Alfio sarà scrittore, viene il momento della scelta dell’argomento del libro lo consacrerà nell’empireo degli scrittori italici e che, sicuramente, gli regalerà un busto al Pincio a Roma. Tutta la famiglia si riunisce attorno ad un tavolo, per stilare una lista di argomenti di spessore non indifferente.

Questa la lista degli argomenti stilati.

  1. storia di un Albatros di Rocca Lumia (metafora Alfio-Albatros) che trova il coraggio di volare via dal sicuro nido, per affrontare i mille perigli della vita (proponente: Alfio);
  2. Volare nel cielo blu dipinto di blu (proponente: Maria Delusa);
  3. le disavventure di uno scrittore costretto a percorrere vie non sue (proponente: Alfio);
  4. come vantarsi del proprio nipote senza sembrare vanitosa (proponente: nonna Carmela);
  5. la scoperta del proprio io attraverso l’adolescenza nella piccola provincia italiana (proponente: Alfio);
  6. l’amore per i nipoti non è ahimè sempre ricambiato (proponente: zia Maria Assunta);
  7. come mettere a posto l’armadio in dieci mosse (proponente: Rosetta).

Viene scelto il titolo numero 1. Un solo astenuto: Carmelo Cantalamessa. Inutili le osservazioni di Rosetta sul fatto che il titolo, non solo sia troppo lungo, ma anche troppo legato alla vita personale dell’autore. Le sue rimostranze vengono bocciate perché evidentemente mosse dall’invidia sorellesca.

Il titolo del romanzo viene stabilito in Il coraggio di volare via.

Alla domanda di Rosetta di spiegare in cinque righe di cosa parlerà il romanzo, segue un silenzio di un minuto per riga, concluso dall’affemazione di Maria Delusa: «E mica si può racchiudere un capolavoro in cinque righe».
Seguono, nell’ordine:

  1. Un minuto di applausi per ciascuna riga;
  2. cacciata di Rosetta in camera sua;
  3. festeggiamenti a base di cannoli, della premiata pasticceria Rapisarda, sita in posizione centralissima a Rocca Lumia, e annaffiati dal rosolio fatto come le mani sante di nonna Carmela.

I festeggiamenti durano ben poco, perché Alfio si accorge di un grande problema.

«Ma la cosa più lunga che ho scritto non superava cinque pagine e non erano romanzi, ma saggi o articoli. Da dove si inizia a scrivere un romanzo?»

Dopo cinque minuti abbondanti di imbarazzante silenzio, l’impunita e ribelle Rosetta fa capolino dalla sua stanza: «Dai personaggi, no?»

«Giusto, i personaggi. Ma come si scrivono i personaggi?» si chiede un frastornato Alfio Cantalamessa, aspirante scrittore di successo.

DOES and DONTS

DONTS

  • Non scrivere mai nulla che sia troppo ombelicale, cioè legato alla tua esperienza di autore in carne ed ossa.
  • Datti del tempo per scartare tutte le prime idee che ti vengono in mente. Leggi molto, magari la cronaca locale, sia nera che rosa, perché è una fonte inesauribile di spunti… gratis.

DOES

  • Focalizza bene l’ARGOMENTO ed il TEMA del tuo romanzo. L’ARGOMENTO è tutto ciò che riguarda il succedersi degli eventi che racconterai. Se il protagonista, per sopravvivere, deve decidere tra uccidere un cucciolo di cane o la propria zia, questo fa parte dell’argomento della storia. Il TEMA invece è ciò di cui parla davvero il tuo romanzo (da piccolo ti hanno insegnato a chiamarlo “la morale della storia). Nel caso della storia sulla scelta tra cucciolo e zia, il TEMA sarà la difficoltà delle scelta che la vita ci mette di fronte;
  • concentrati bene sull’argomento, perché il tema è più facile che sia di per sé universale. Tanto più l’argomento è universale, cioè non ristretto alla cerchia di persone che conosci, tanto più il tuo romanzo sarà interessante;
  • spingi sempre sull’acceleratore. Se devi parlare di una scelta, allora metti il protagonista di fronte a scelte di vita o morte, non a scelte tiepide, le cui conseguenze sarebbero trascurabili;
  • scrivi un Pitch, cioè la tua storia in 5 righe e scrivila con un inizio, uno svolgimento ed una fine. Se non riesci a descrivere la tua storia in 5 righe, vuol dire che non ce l’hai chiara neanche tu.

Esempi

Resta ben inteso che l’unico parametro che userò per consigliarti è il mio gusto non personale, ma personalissimo.

Storie brutte

  • Un ragazzo, né bello né brutto, ne ricco né povero, deve decidere se continuare a vivere al paese, o se andare nella grande città, dove condurrà una vita né bella ne brutta;
  • un ragazzo ricchissimo e bellissimo si annoia a bestia di tutta la sua ricchezza e bellezza e decide allora di amare una donna povera, ma tanto profonda. Dopo aver capito che i loro due mondi sono incompatibili, si lascia fuggire l’unica chance di vivere un vita povera, ma tanto autentica, e lo rimpiangerà fino in punto di morte, senza che però il suo conto in banca ne abbia risentito più di tanto.

Storie interessanti

  • Un ragazzo, povero come il buco di culo di un babbuino, deve decidere se continuare a morire di fame a casa propria, o se fare una rapina per rimediare i soldi da dare allo zio scafista, che gli farà rischiare la vita durante una traversata verso un mondo completamente ignoto;
  • un ragazzo brutto come la vergogna deve riuscire a far innamorare di sé la figlia del ricchissimo vicino di casa e ci riesce minacciandola di rivelare al padre un segreto mostruoso che la riguarda. Il padre di lei non si capacita della scelta del fidanzato che ha fatto la figlia, ma se continuerà ad indagare i motivi della scelta della ragazza, rischia di scoperchiare il vaso di Pandora del segreto.

Per oggi è tutto. Ci becchiamo al prossimo post.

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Autore:

Dopo aver svolto il servizio militare al fianco di Annibale Barca, si laurea in metafisica empirica ad Oxford nel 1745. In veste di ghost writer, ha collaborato alla stesura di numerosi capolavori, anche se la sua idea di cambiare il titolo di “Guerra e Pace” in “Un supplì al telefono” viene incomprensibilmente bocciata da Lev Tolstoj. Attualmente vive.

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