Pubblicato in: Reboot

Scelgo in base all’algoritmo “prendi l’indumento che puzza di meno”

«È stata una giornata particolarmente dura» penso mentre mi rilasso giocando a Killer’s Creed, dopo le due ore di mezzi pubblici. Tra le varie ammazzatine di cattivoni di turno, penso che anche ieri sia stata una giornata particolarmente dura. Diciamo che sono state due giornate particolarmente dure, ma più che dure, assurde.
Mettiamo che Junior sia veramente Dio, cosa che non credo affatto, e che il mondo stia per finire, che cosa si fa in questi casi? Come ci si comporta? Devo prendere un sgabello, mettermi davanti ad una chiesa e gridare a tutti che il mondo sta per finire? È così che si sentivano i profeti biblici? No, sono troppo pigro per sbattimenti del genere.
Proprio mentre sto per superare il livello in cui sono incastrato da circa due mesi, mi arriva un messaggio. Di nuovo quello svalvolato di Junior?

  • Va bene stasera al pub irlandese The Drunken Pixie?

Faccio fatica a rispondere, un po’ perché l’emozione mi fa scappare la cacca, un po’ perché le dita si intrecciano sul touchscreen, un po’ per il correttore automatico che mi traduce “a che ora” con “che bella trota”, ma alla fine ce la faccio e trascorro i trenta secondi d’attesa più lunghi della mia vita.

  • Alle nove e mezza va bene?
  • Ci vediamo lì.

Ed inizia il dramma. Come mi vesto? Di solito il mio criterio di scelta si basa sull’algoritmo “prendi l’indumento che puzza di meno”, ma non posso andare all’appuntamento della mia vita vestito cinofallicamente, cioè a cazzo di cane.
Per fortuna Agata passa di fronte alla mia camera, ingozzandosi da un cesto pieno di dolci.
«Appuntamento galante?» mi chiede a bocca piena ed io annuisco.
«Vieni, ti presto il vestito con cui Rocco ha fatto colpo su di me.»
«Non vorrei disturbare.»
«Nessun disturbo.»

icona facebookPagina di Reboot su Facebook.

Annunci

Autore:

Dopo aver svolto il servizio militare al fianco di Annibale Barca, si laurea in metafisica empirica ad Oxford nel 1745. In veste di ghost writer, ha collaborato alla stesura di numerosi capolavori, anche se la sua idea di cambiare il titolo di “Guerra e Pace” in “Un supplì al telefono” viene incomprensibilmente bocciata da Lev Tolstoj. Attualmente vive.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...