Tony Munafò

Dai una sbirciata ai personaggi di «Tutti vogliono uccidere Dio».

Ho trentatré anni e mi chiamo Gaetano Munafò, ma nessuno può chiamarmi Gaetano. Mi dovete chiamare Tony e basta.

C’è una parola che mi definisce e che è uno dei sette vizi capitali: accidia. È un modo molto pettinato per dire che sono pigro fino allo sfinimento.

Vivo da solo da tre anni ed il mio trailer è: sono Tony, che ha lasciato l’università a cinque esami dalla fine e che lavora nel Call Center dell’assistenza italiana della Peach, l’austriaca Software House più ricca del mondo, che affitta i lavoratori dalla Human Performance, che li affitta dalla Front&Back, che a sua volta li affitta dalla HardworkinForce, in una di quelle scatole cinesi a l’italiana per pagare meno tasse.

Altro che “generazione mille euro”. Averceli mille euro al mese. 

Non mi piaceva la mia vita, questo è vero, ma è cambiata quell’estate ho incontrato Dio.

Dai un’occhiata al link Tutti vogliono uccidere Dio.

Potrai leggere le bozze in anteprima e lasciare una recensione sul sito di Bookabook.

Ogni piccolo gesto e condivisione del link può aumentare il bacino dei potenziali lettori e può avvicinarmi all’obiettivo di raggiungere le 200 copie di prevendite, grazie al quale «Tutti vogliono uccidere Dio» potrà uscir a riveder le stelle.

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