«Ontologico» non è una parolaccia

Ti ricordi che ho tentato di inquadrare il mio genere di scrittura ed ero arrivato a escludere il genere distopico come pienamente calzante.

Rimane allora da vedere cosa si intenda per «Ontologico».

È uno di quei paroloni che fanno tremare i polsi, perché è un termine della filosofia classi, che si incontra a rotta di collo da Aristotele in poi.

L’ontologia letteralmente significa «discorso sull’essere» ed è la ricerca delle cause ultime della realtà, della natura delle cose.

Messa così, tutto è ontologia, o non lo è niente, perché non c’è nulla che non faccia parte dell’essere e che quindi non sia.

Messo però insieme a distopia, potrebbe voler significare che la natura reale delle cose è diversa da come crediamo che sia. 

Allora mi sono risuonate di nuovo le parole del regista: «Mi sono divertito, ma è roba strana e purtroppo non tratto il genere distopico ontologico.»

Prossima tappa? Andare a controllare se esista una letteratura strana. Non credo, ma tentar non nuoce.

Potrai leggere le bozze in anteprima e lasciare una recensione sul sito di Bookabook.

Ogni piccolo gesto e condivisione del link può aumentare il bacino dei potenziali lettori e può avvicinarmi all’obiettivo di raggiungere le 200 copie di prevendite, grazie al quale «Tutti vogliono uccidere Dio» potrà uscir a riveder le stelle.

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