«Weird» ma non troppo strano

Nei post predecenti, alla ricerca del mio genere, che dovrebbe essere lo strano «distopico ontologico» ho escluso sia il distopico puro, che l’ontologico. Non mi restava che cercare se esistesse un genere strano.

Ero sfiduciato e invece esiste eccome si chiama «letteratura weird». Che cos’è? È un genere di letteratura a cui piace camminare sul filo del rasoio tra l’inverosimile e l’impossibile, solitamente con toni vicino all’horror, una contaminazione tra horror, fantascienza soft, dark fantasy.

Altri autori che ti consiglio, se ti vuoi fare un giro per questo genere sono E. A. Poe e Jean Ray, il cui “Maplpertuis” ho anche recensito.

Il mio genere, per essere strano è strano e condivide con il weird la voglia di vedere il mondo sottosopra, ma quello che mi manca assolutamente è il senso di orrore e di grottesco tipico di questo genere.

Sconforto!

Non sono completamente weird, non sono completamente distopico, non sono completamente ontologico. Nel prossimo posto tiro le somme di punto ho tentato di analizzare sinora, in modo da avere una prima sintesi sul mio genere narrativo.

Dai un’occhiata alla campagna di crowd funding di «Tutti vogliono uccidere Dio».

Puoi leggere le bozze in anteprima e lasciare una recensione sul sito di Bookabook. Ogni piccolo gesto e condivisione del link può aumentare il bacino dei potenziali lettori e può avvicinarmi all’obiettivo di raggiungere le 200 copie di prevendite, grazie al quale «Tutti vogliono uccidere Dio» potrà uscir a riveder le stelle.

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