Moltiplicare lo spazio

Della mia ossessione del tempo e come si innesti all’interno nel mio genere narrativo, ho parlato nel post precedente.

Oggi quindi non posso che parlare del tempo, perché come tutti sanno spazio e tempo sono due angoluature diverse da cui osservare il silenzio e anzi, per qualcuno, sono addirittura la stessa cosa e condividono un appartamento di 45 metri quadri a Trastevere.

Lo spazio in cui i miei personaggi era mia scrittura si muove è sempre quello euclideo, quello in cui due rette parallele non si toccano mai e all’infinito si ignorano e a mandano in giro maldicenze l’una sull’altra.

Lo spazio è un illusione. Quel bar ti sembra un bar normale, è invece nel retrobottega caspita una riunione di divinità minore dell’antica Roma, sopravvissute al passar del tempo.

Quell’altro ti sembra un normalissimo e banalissimo monolocale? Invece è l’abitazione di Dio.

Cosa vuol dire? Niente di che, se non che nulla è come appare, in primis lo spazio e che se aguzzi lo sguardo, ti si aprono mondi inaspettati disseminati di personaggi inediti, che andrò a trattare nel prossimo post.

Puoi leggere le bozze in anteprima e lasciare una recensione sul sito di Bookabook.

Ogni piccolo gesto e condivisione del link può aumentare il bacino dei potenziali lettori e può avvicinarmi all’obiettivo di raggiungere le 200 copie di prevendite, grazie al quale «Tutti vogliono uccidere Dio» potrà uscir a riveder le stelle.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...