Il primo appuntamento con Serna

Corro come un ossesso per arrivare in tempo al Pub “The Drunken Pixie”, di proprietà di Zamfir Georgescu ed il vestito di Rocco non mi aiuta, perché un completo di pura lana vicentina, anche se di qualità superiore, d’estate tende a farti sudare come una partoriente a cui si siano appena rotte le acque. 

Lei è seduta su uno sgabello, di quelli che sembrano trespoli, ed è, se possibile, più bella che mai. I riccioli le cadono come una cascata dorata sulle spalle, gli occhi sono più azzurri di un lago alpino e che gran culo e che tettone, con due capezzoli così dritti da poterci appendere i quadri. Adoro l’estate, perché le ragazze si mettono questi vestitini che lasciano alla fantasia solo la percentuale di acrilico. 

Si porta i suoi venticinque anni come una leggerissima pashmina di seta. Mi fa segno di raggiungerla e, più agile di Tarzan nella giungla, arrivo da lei, sfoggiando il sorriso più fluorattivo di cui sono capace.

«Come sei elegante» esordisce lei.

«Macché, mi vesto sempre così di sera.»

«Io credevo che l’avessi fatto per me» fa il broncetto lei.

«Certo che l’ho fatto per te… sì insomma…» comincio a balbettare come un idiota, come sempre di fronte ad una ragazza che mi piace.

«Dai che scherzo. Lo so che non è per me. Lo so come sei, ti ho capito da tempo.»

Penso che Serena sia molto sensibile. Ha capito come sono davvero, senza che abbiamo mai parlato veramente di noi.
Mi aggrappo alle regole di Michela.

Primo, falla ridere durante tutto il pasto, ché la donna divertita è più malleabile. Mi sembra si stia divertendo e ride molto alle mie battute un po’ datate.

Secondo, falla ubriacare, ché la donna ubriaca è ancora più malleabile.

Terzo dille sempre la verità, soprattutto se narra di uno sfigatello, ché le donne amano salvare gli sfigati.
Tra una birra e l’altra (devo dire che la ragazza regge bene l’alcool), comincio a raccontarle tutto di me, nonostante la mia pigrizia.

Dopo tre ore, la giacca di Rocco è sullo sgabello vicino a me, piena di gusci di pistacchio e Serena sa di mio padre, della Sicilia, del DAMS, del mio colore preferito e del gruppo sanguigno. L’unica cosa che non le ho detto è l’età della mia prima masturbazione, perché un gentleman certe cose le tiene per sé.

Puoi leggere le bozze in anteprima e lasciare una recensione sul sito di Bookabook.

Ogni piccolo gesto e condivisione del link può aumentare il bacino dei potenziali lettori e può avvicinarmi all’obiettivo di raggiungere le 200 copie di prevendite, grazie al quale «Tutti vogliono uccidere Dio» potrà uscir a riveder le stelle.

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