I Presocratici

Con l’espressione “filosofia presocratica” si designa comunemente, a partire dalla fine del XVIII secolo, la filosofia greca precedente a Socrate. Essa include tuttavia anche quelle scuole contemporanee di Socrate che non furono da lui influenzate.

L’interesse moderno per la prima filosofia greca risale al 1573, quando Henri Estienne raccolse una serie di frammenti pre-socratici nella sua Poesis philosophica (Ποίησις Φιλόσοφος). Il Seicento vide intensificarsi l’interesse per la filosofia presocratica. «Nel 1643 usciva a Udine la prima edizione dei Circuli pisani di Claudio Bérigard, il quale da Pisa nel 1649 si trasferirà all’Padova come professore di «philosophia naturalis». Questi, subito all’inizio dei Circuli, dichiarava di volere «veterum opinionem tueri» contro Aristotele, non però scegliendo qualche autore isolato, bensì una raccolta coerente delle dottrine di tutti i presocratici, in grado di resistere maggiormente alle sottili confutazioni aristoteliche. Il Ferchio, invece, già nella prima pagina del suo [De caelesti substantia et eius ortu ac motu in sententia Anaxagorae philosophi celeberrimi] si appoggia unicamente alla dottrina di Anassagora per confutare le pseudo dimostrazioni di quanti sostengono l’eternità del mondo: «quia nonnulli specialiter iactant demonstrationes de caeli aeternitate, placet Anaxagorae dogmata de caelo ponere, atque ex iis pseudo demonstrationes illas resolvere».»

La prima opera in cui si trova l’espressione “età presocratica” è la Allgemeine Geschichte der Philosophie (Halle, 1788) di Johann Augustus Eberhard (1739-1809). Hermann Diels rese popolare il termine “pre-socratico” in Die Fragmente der Vorsokratiker (I frammenti dei presocratici) del 1903. Tuttavia, il termine “pre-Sokratic” [sic] era in uso fin dal Plato and the Other Companions of Sokrates di George Grote (1865). Anche Eduard Zeller contribuì a dividere il pensiero greco in pre e post socratico. Importanti analisi del pensiero pre-socratico sono state fatte da Gregory Vlastos, Jonathan Barnes e Friedrich Nietzsche nel suo La filosofia nell’epoca tragica dei Greci (Philosophie im tragischen Zeitalter der Griechen, 1873).

Fonte: Wikipedia,

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