Villa Medici

Villa Medici si trova accanto a Trinità dei Monti e si chiama così perché ci abitano i dottori, anche se in questo video non si vedono perché faceva troppo caldo.

A Villa Medici si trova lo studiolo del Cardinale, famoso perché quando telefonava, invece di scarabocchiare i foglietti, scarabocchiava il tetto, infatti il cardinale era alto sette metri e trentatré.

Villa Medici è famosa anche per il gruppo scultoreo, che raffigura il mito di Niobe punita dagli dèi per la sua superbia, insieme ai figli. Probabilmente sono rimasugli di Pompei, ma nessuno ha il coraggio di spaccarne una, per vedere che c’è dentro.

Se chiedete a qualche secchione cosa sia una gipsoteca, lui vi risponderà che è il luogo dove vengono conservate le riproduzioni in gesso. Ma voi ci credete?

A Villa Medici c’era anche la mostra  “Toilètpaper & Martin Parr”. Cartelloni che prendono il sole. 

Il mio inesorabile destino di umarel. Quando hai i soldi per farti il tatuaggio solo dal cinese. Quando semini sperando che fiorisca l’arte. Quando il problema non è entrare nell’arte, ma uscirne.

I social e la “bolla petrolini”

Ho scoperto un mondo. I social ti fanno vivere in una bolla di echi delle proprie convinzioni, ma mi sono avventurato a leggere i commenti a post evidentemente fake sul Green Pass. Un’epifania stupenda. Anacoluti, assenza assoluta di punteggiatura in periodare sconclusionato che non arriva ad altro che a filastrocca sonora che Marinetti scansate proprio. Ho provato a leggerle ad alta voce ed è uscito fuori Petrolini. Devo farlo più spesso.

Terrapiattismo, ovvero un’opportunità di lavoro

Domanda per i miei colleghi terrapiattisti più saputi di me. Avrei intenzione di cambiare lavoro e stavo valutando di andare a fare quello che sorveglia armato i confini della Terra sulle montagne. È previsto un alloggio, come per i portieri? Che turni fanno? 8 ore? Il giorno libero passa una navetta a portarti sul mondo abitato? Perché altrimenti non credo ci sia molto da fare se non aspettare il turno successivo e il benessere psichico potrebbe risentirne. La paga è buona, tipo lavoratori sulle piattaforme petrolifere? Gradita risposta rapida, che devo in caso organizzare il trasloco.

Che altra via c’è per la salvezza, oltre la bellezza?

E  niente… ieri, dopo essere stati all’opera, ancora emozionati, ho chiesto a Valentina se secondo lei tutta quella bellezza non dovesse essere un diritto di tutti, un po’ come l’assistenza sanitaria, e lei mi ha fulminato sostenendo che se non ce l’hai dalla nascita, non sei in grado di riconoscerla, e se non ce l’hai  corri il rischio di annoiarti di fronte a Tosca.

Possibile che il senso della bellezza sia preistallato in alcuni e in altri no? Possibile che ci sia gente condannata ad Amici di Maria de Filippi e per la quale la lirica non è altro che un’accolita di strambi tizi che si muovono sconclusionati su un palco facendo il vocione?

Che altra via c’è per la salvezza, oltre la bellezza?

Quattro motivi per leggere “Oltre il biocentrismo”.

Quattro motivi per cui devi assolutamente leggere “Oltre il biocentrismo: Ripensare il tempo, lo spazio, la coscienza e l’illusione della morte” di Robert Lanza e Bob Berman.

  1. Perché se sei uno che si imbambola a guardare le cose chiedendosi cosa significa “guardare le cose”, leggendo questo libro ti sentirai meno solo e non avrai più bisogno di uno che ti strattoni per tornare al tuo lavoro di fissatore di monitor di computer; 
  2. perché è eretico dal punto di vista della fisica, in quanto propone una visione che inserisce la coscienza all’interno della matrice della realtà, in altre parole afferma che l’universo è come è perché lo pensi così e al di fuori del pensarlo così non c’è niente, neanche il maglione che tua nonna ti regala ad ogni Natale;
  3. perché è un riassunto della storia della visione del mondo che parte dai Veda e arriva alla fisica quantistica, passando per i greci e per il razionalismo occidentale, piacevolmente leggibile anche da chi, come me, ha difficoltà con le addizioni oltre il 10 perché ha finito le dita e non ha né tempo né voglia di leggersi tomi di fisica e di filosofia;
  4. Perché è un antidoto a chi è fortemente contrario alla morte, ché Tito Lucrezio Caro scansate proprio.