Eward De Bono

La creatività.

Scrittore (Malta 1933 – vivente).

Edward De Bono afferma che sia possibile imparare a pensare in modo diverso, grazie alla capacità umana del cosiddetto “pensiero laterale”.

Il pensiero laterale è di natura intuitiva e si pone quindi come una vera e propria alternativa al “pensiero verticale”, ovvero quella tipologia di pensiero logica e consequenziale condizionata, che a volte ci rende “ingabbiati” e limitati nel nostro modo di vedere, interpretare e di conseguenza interagire con la realtà che ci circonda.

Via via che passa il tempo i nostri pensieri, come le nostre convinzioni si fanno sempre più radicate e ferme, rigide e sedimentate.

Il pensiero laterale assume la funzione di potenziale “scardinatore” delle convinzioni e logiche ormai date per scontate, che possono rendere difficile per le persone trovare una soluzione o anche solo un cambio di prospettiva del problema stesso.

In tutto questo anche la creatività, secondo de Bono, ricopre un ruolo chiave, ovvero quello di catalizzatrice di intuizioni (insights), permette cioè di affrontare le situazioni creando nuovi percorsi di pensiero.

Il pensiero verticale, ovvero il pensiero logico consequenziale, è comunque utile, ma raggiunge la sua efficacia se in abbinamento al pensiero laterale, che sa espandersi oltre i suoi limiti e confini, cercando ulteriori soluzioni al di fuori di esso.

Il pensiero verticale ci aiuta nella risoluzione di un problema in maniera diretta rifacendosi all’esperienza e alle competenze acquisite. Il pensiero laterale invece fa un uso differente delle informazioni disponibili.

Non sempre il pensiero logico ci porta alla soluzione però, alle volte si può bloccare, inceppare e quando torna indietro, tende a ripercorrere gli stessi passi, quelli delle informazioni e delle esperienze pregresse, formando così dei “solchi neuronali” sempre più rigidi e schematici. Proprio a questo punto la tentazione di mollare è forte e ci diciamo: “è impossibile trovare una soluzione!”.

Questa tecnica ha lo scopo di fornire un punto di vista diverso ed opposto su di un argomento. Il fine ultimo non è sovvertire il normale ciclo delle cose, bensì individuare connessioni nuove mai prese in considerazione. Di primo acchito i risultati possono apparire bizzarri ed inconcludenti: in realtà sono degli ottimi punti di partenza per lo sviluppo di nuove idee.

I vantaggi di questo metodo vengono così riassunti da De Bono:

  • ci si libera dalla necessità di considerare la situazione in modo standard;
  • le informazioni vengono invertite e sezionate, al fine di trovare nuove connessioni;
  • si ottengono degli stimoli nuovi, dai quali partire per nuove direzioni.

Nella scuola, lo sviluppo del pensiero “laterale” è fondamentale, in tutte le discipline, ed è legato allo svolgimento delle attività legate allo sviluppo della creatività.

In questa attività il docente assume il ruolo che De Bono assegna al coach. Il coach facilita e allena questo modo di vedere ed interagire con le cose.

Il Coach diventa così un vero e proprio stimolatore del pensiero laterale, grazie alla sua capacità di porre domande efficaci che facciano riesplorare e rielaborare i dati raccolti.

Il Coaching può contribuire ad allenare e utilizzare una capacità di “pensare fuori dagli schemi” per evitare di bloccarsi in vicoli di pensiero senza uscita.

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