James J. Gibson

La percezione.

Psicologo statunitense (McConnelsville (Ohio) 1904 – Ithaca (New York) 1979).

La teoria ecologica della percezione

Il nucleo del pensiero di Gibson può essere sintetizzato nei seguenti punti.

È abbandonata l’ipotesi inferenziale, secondo la quale la mente provvede a integrare e a collegare fra loro le singole immagini statiche e piatte raccolte dagli organi di senso periferici. G. afferma invece che fra l’informazione disponibile nell’ambiente e la capacità dell’organismo di raccoglierla non vi è bisogno di alcuna mediazione, né di tipo elaborativo, né di tipo inferenziale.

Si attribuisce un nuovo significato all’attività percettiva partendo dal principio che scopo dell’organismo è di muoversi con successo nel mondo, non di osservarlo. A tal fine i viventi si sarebbero evoluti in modo da cogliere direttamente le informazioni che specificano il disporsi delle superfici dei corpi.

Tali informazioni provengono dalle caratteristiche tissurali (grana) delle superfici che variano densità secondo la posizione e inclinazione nello spazio. I gradienti tissurali sono specificati dallo strutturarsi ottico della luce.
Nel flusso di luce riflesso dall’ambiente vi sono alcune caratteristiche che rimangono costanti malgrado il mutare dei punti di osservazione. Queste caratteristiche invarianti dell’ordinamento ottico informano sulla rigidità e stabilità degli oggetti, mentre le alterazioni di tali invarianti specificano le trasformazioni non rigide e il movimento. Lo studio e l’individuazione degli invarianti percettivi è uno dei compiti della psicologia sperimentale.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...