Vettore Vs Vettore

È sufficiente mettere a punto il conflitto del protagonista per rimettere in moto una storia?

Continuo con la serie «cose banali, ma mai completamente digerite»: il secondo punto del conflitto.

PUNTO NAMBER TÙ: il conflitto, oltre a un soggetto A (protagonista), richiede un soggetto B (antagonista).

Quando sono in pieno blocco narrativo, mi armo di fogli e matita e comincio a fare schemini e ::disegnini:: , con la speranza di mettermi in moto. A volte resto solo con dei fogli decorati, ma spesso funzionano.

Protagonista e antagonista, corredati di corrispettivi, li disegno come uno scontro tra due vettori che insistono su un medesimo punto. Quel punto solitamente è la scena madre, quel momento in cui tutti i nodi vengono al pettine. Mi piace immaginarlo come una pallina di gomma che si deforma sotto le due forze, ma ti consiglio di non prendere troppo sul serio le mie immagini. Ieri sera, ad esempio, ho immaginato un cammello che ballava il twist.

Il cadavere di Polinice al centro, Antigone che spinge da una parte e Creonte che spinge dall’altra. Era meglio il cammello che balla twist, mi sa.

Ti è mai capitato di avere una storia con un antagonista debole, o proprio senza antagonista? Li fai pure tu i disegnini?

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