I SOLITI SOSPETTI

Ti ricordi che nel post scorso abbiamo parlato di come individuare il tuo lettore ideale? Adesso ti spiego come lo uso per indirizzare in modo pratico la scrittura: creo una vera e propria carta d’identità.

Mettiamo che tu sia uno scrittore di gialli. I lettori di gialli vogliono realismo, immagini crude, molti dettagli. Ogni volta che la tua scrittura si impantana, tira fuori la carta d’identità del tuo lettore e appoggiati a lei. Hai appena finito di scrivere una scena del tuo prossimo bestseller internazionale: «L’ispettore entrò nella stanza e capì che l’assassino di Sonia non poteva essere stato Jack».

Prima di passare alla prossima scena, ridai un’occhiata alla carta d’identità. Gli piace indagare, quindi adora i dettagli. Qui mi sembra ce ne siano pochi. Forse è il caso che la riscrivi.

«L’ispettore entrò nella stanza. C’erano ancora due tazzine. Una con tracce di rossetto e l’altra con molto zucchero depositato sul fondo. Jack era diabetico. Non avrebbe mai messo tanto zucchero nella tazzina».

Quando lavoravo come editor dei cartoni animati, per proporre una serie dovevo avere lo springboard, la descrizione degli episodi in quattro righe ciascuno. In una serie per bambini dai 4 ai 5 anni, un episodio dal titolo «L’invasione degli ultracorpi quantistici» significa fare cilecca. Pensa che fatica buttata sarebbe stata se l’episodio, invece di essere in quattro righe, fosse stato già una sceneggiatura di cinquanta pagine.

Ma come si fa a catturare questo benedetto target? Con il tema e ne parlerò nel prossimo post.

Intanto, please, non è che puoi scrivermi per comunicarmi altri eventuali modi per focalizzare il lettore ideale? Se lo fai avrai in omaggio un buono sconto per l’acquisto della nave da crociera «Costa fascinosa». Giuro!