Pubblicato in: Chiara Tuna, Uncategorized

Unlibroalmese – V.M. Straka “La Nave di Teseo”

Mi sono imbattuta ne La Nave di Teseo in modo completamente casuale, un giorno che ero in libreria con il mio compagno per andare a recuperare gli ultimi che mi mancavano del mio caro Christopher Moore. Mentre mi avvicinavo al banco informazioni, Daniele ha tirato su dal banco delle proposte questo volumone infilato dentro una custodia nera che, solo a vederlo, era invitante come una coppa gigante di gelato misto ricoperto da mezzo kilo di panna.
Ho cominciato a salivare pensando che lo avrei comprato subito, ma siccome le finanze sono quelle che sono, ho portato a casa il mio piccolo bottino per quel giorno, rimandando l’acquisto al prossimo stipendio.

Ovviamente, appena ho avuto un attimo di tempo, mi sono gettata a capofitto nell’internet a cercare notizie su questo libro del mistero e ho scoperto che:

  1. Il libro è stato scritto in una collaborazione tra J.J. Abrams (che è solo quello che ha sceneggiato LOST) e Doug Dorst (uno scrittore quotatissimo per la fascia adolescenziale).
  2. Il libro è trattato come se fosse un volume preso da una biblioteca, con etichette, timbri e tutto il resto.
  3. Il libro ha una custodia perché è pieno di allegati: foglietti scritti a mano, cartoline, disegni, cartine tracciate su tovaglioli, e chi più ne ha più ne metta.
  4. Ci sono due storie parallele: quella del romanzo, scritta da un fantomatico autore, tale V.M. Straka e l’altra, quella dei due lettori, che scrivono note a margine della narrazione, scambiandosi messaggi e commenti sul mistero che avvolge tutto.
  5. Si tratta di una meta-libro interattivo, per cui non ci si limita alla sola lettura, ma si deve scoprire un mistero con l’aiuto degli strumenti che si hanno e che portano anche a fare ulteriori ricerche.

Alla fine di tutti questi giri sull’internet volevo solo mollare tutto e spendere i soldi necessari per comprare il volumone, a costo di non arrivare alla fine del mese.

Ovviamente ho subito trasmesso il morbo a chiunque avesse voglia di darmi retta e ho fatto crescere un mostro.

La cosa più bella di tutta questa vicenda, è che mia sorella ha avuto pietà di me e me lo ha regalato, facendomelo arrivare direttamente via posta dal fantastico Amazon.

Non so voi, ma per me ricevere un libro in questo modo è una gioia enorme. Diciamo che, in generale, ricevere un libro per regalo lo è, soprattutto se si tratta di un libro che desideri.

Mi sono gettata subito a capofitto nella lettura, ma qui ho trovato il primo scoglio: questo libro è un vero macello.

C’è la narrazione e ci sono le note scritte a margine che sono tantissime e, tra le altre cose, scritte in colori diversi.

Andando avanti si capisce anche che ogni coppia di colori in cui sono scritte, riguarda un arco temporale differente in cui i due lettori comunicano. E quindi sono spesso a proposito di un fatto diverso accaduto loro, che non viene mai esplicitato troppo, ma deve essere più che altro dedotto.

C’è poi da seguire la trama principale, che è piuttosto complicata e non particolarmente scorrevole, che a sua volta si lega alle note del traduttore che a loro volta si collegano agli allegati e alle note scritte a mano.

Se non si fa attenzione, quindi, e non si va a fondo con tutti i cavilli che si devono affrontare, si rischia di perdere pezzi preziosi e di non capire bene tutta la storia.

È ‘na fatica!

E, soprattutto: ci vuole metodo. Tra i lettori che nel mondo hanno affrontato questo libro si sono diffuse milioni di teorie e di idee con nessuna delle quali sono d’accordo.

C’è chi dice che bisogna leggere prima il romanzo e poi le note a margine, chi dice che si debba leggerlo più di una volta e chi dice che si debba seguire la linea temporale, andando avanti e indietro a seconda dei colori.

Io non ce l’ho fatta, ho dovuto leggere tutto insieme. Anche perché penso che ci siano cose che non si possono capire se non si ha il quadro completo. E comunque, dopo aver capito il meccanismo, non è così complicato da seguire.

Soprattutto perché, per me, a un tratto la situazione si è ribaltata e più che voler sapere cose su Straka, volevo sapere come andava a finire tra i due lettori, ed erano le note a spingermi a continuare perché la storia diventa sempre più slegata e assurda.

Pare che questo Straka abbia scritto sotto l’effetto di qualche droga allucinogena o che sia stato scritto da un gruppo di persone in preda al delirio collettivo.

Quindi la vicenda dei commentatori diventa molto più interessante, anche se non ci sono abbastanza elementi per poter avere qualcosa di concreto nemmeno su di loro. Perciò quello che mi sono chiesta verso la seconda metà del libro è stato: che cavolo volete da me?

Alla fine mi sono trovata a leggere febbrilmente per arrivare alla fine e cercare di capire quale fosse realmente il punto.

Per fortuna a una conclusione decente si riesce ad arrivare, ma solo per le congetture che ti vengono da fare, infatti io ho deciso che è in un modo, ma altri potrebbero pensarla molto diversamente da me.

Per concludere posso dire che: molto figo il pretesto, divertente l’idea, presupposti fantastici, ma troppo aperto il finale e troppo pochi gli elementi a disposizione. Ci sono ad esempio degli allegati che non si capisce a cosa si riferiscano e altri che non vengono proprio spiegati.

È sicuramente una lettura particolarmente impegnativa perché pretende delle ricerche e sei costretto a fare avanti e indietro perciò può essere molto coinvolgente, ma resta molto poco alla fine, almeno per me.

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Pubblicato in: Chiara Tuna, Recensioni

Diecocosealmese n.2 – Libri! 

S’era capito che che una cosa che amo in modo speciale sono i libri.Quindi siccome pochi giorni fa è ricorso il 100º anno dalla nascita di quel genio che è stato Roald Dahl, e il 2016 è anche il 400º anniversario dalla morte del mio amatissimo Shakespeare, mi sembrava il caso di scrivere un bell’elenco di libri, e cioè dei 10 più significativi per me, quelli che, almeno fino ad ora, hanno accompagnato la mia vita nei momenti più felici e mi hanno sorretto in quelli più tristi. Uno scrittore una volta ha scritto che i libri sono specchi, riflettono quello che abbiamo dentro. Sono certa che praticamente ogni libro che ho letto sia parte di me e abbia costruito quello che sono, il mio carattere e la mia personalità (detto così pare che sono fatta principalmente da un sacco de carta).

Ci sono però dei libri che hanno avuto la capacità di restarmi dentro più a fondo, senza lasciarmi mai.

Sono quelli i libri per cui ringrazio l’universo di avermi dato la possibilità di leggerli, e grazie anche ai loro autori. I miei geni preferiti.

Non resta che lasciare lo spazio ai miei magnifici 10, in ordine sparso.

1- LA SAGA DI HARRY POTTER di J.K. Rowling

Faccio parte della “generazione Harry Potter” e J.K. Rowling è la mia eroina incontrastata. Sebbene molti credano che si tratti di una stupida storiella, posso assicurare che questo è molto più che un libro per bambini. Harry Potter mi ha insegnato che il coraggio è importante, ma anche la paura. Che sapere le cose è importante, ma se non si usano per aiutare gli altri non servono a nulla. Mi ha insegnato l’importanza dell’amore, dell’amicizia e mi ha dimostrato che la magia, a saperla cercare, esiste davvero. E infatti ci credo fermamente ancora adesso. Continua a leggere “Diecocosealmese n.2 – Libri! “

Pubblicato in: Chiara Tuna, Raccontinternet

Gli omini verdi. Parte prima.

Benvenuti alla prima puntata dei nostri incotri di racconti. 

Buona lettura! 

Il problema quando non hai idee è che non sai veramente dove andarle a prendere. Quindi ti attacchi a qualsiasi cosa, anche se probabilmente non funzionerà.

E quando passano i giorni, i mesi, e alla fine anche gli anni senza che riesci a tirare fuori qualcosa di decente, subentra l’orrendo risucchio dentro quel pozzo nero chiamato “mancanza di ispirazione” che è tipo la cosa peggiore che possa capitarti se vuoi fare lo scrittore. Dove va uno scrittore senza niente di cui scrivere?

Allora, dopo anni senza riuscire a scrivere una cosa decente che sia una e cominci a sentirti intellettualmente inferiore a un bambino delle elementari, che almeno una frase di senso compiuto riesce a metterla insieme, possono succedere solo due cose.

O getti definitivamente la spugna e, davvero, questa è una delle cose migliori che ti possano capitare, oppure ti viene il chiodo fisso.

E non smetti di pensarci. Cominci a vedere il tuo fallimento ovunque. Cominci a convincerti che chiunque sia meglio di te. Non puoi scappare. In ogni riflesso che vedrai della tua immagine, sopra la tua testa apparirà sempre, puntualmente, la scritta: FALLITO. Manco ad avercelo tatuato in fronte. Continua a leggere “Gli omini verdi. Parte prima.”

Pubblicato in: Chiara Tuna, Pensierini

Il morbo dei libri

Sono sempre stata un’amante dei libri. Fin da piccola. Ho cominciato prestissimo a osserssionare i miei genitori per farmeli comprare. E non è mai stato un mistero che mia mamma un po’ odiasse questa cosa, dato che faceva sì che avesse da spolverare ogni volta un oggetto nuovo pronto ad invadere la mia minuscola cameretta. Inoltre, una delle cose che mi ha sempre fatto soffrire, è stata la mancanza di una vera libreria. Nemmeno un Billyno di IKEA per contenere la mia più grande passione, ma solo delle orribili mensoline attaccate al muro che non erano in grado di arrivare nemmeno lontanamente a quello che realmente avrei desiderato.  Continua a leggere “Il morbo dei libri”

Pubblicato in: Chiara Tuna, Pensierini

Diecicosealmese

Mettere le cose in ordine mi è sempre piaciuto tanto, io sono così: ogni cosa al suo posto e un posto per ogni cosa.

Questo vale anche quando scrivo, a volte mi piace ordinare i pensieri in punti che si succedono uno dopo l’altro, perché mi aiutano a visualizzare meglio quello che sto dicendo/pensando e ad essere sicura di non aver saltato niente. Poi però, non so perché, questa cosa delle liste è diventata una specie di mania, che mi provoca un piacere che da fuori potrebbe sembrare inquietante. Anche da dentro, dico la veritá. Non tutti i giorni quando mi alzo e mi guardo nello specchio sono in grado di dire di essere una persona normale. Anzi, quasi mai. (E dopotutto penso che sia anche meglio così, mi diverto sicuramente di più).

Le altre persone dicono di me che soffro un po’ di ocd (Disordine Ossessivo Compulsivo). Io sinceramente non so cosa sia davvero questa strana – chiamiamola così – passione, dato che non ho mai fatto gli eventuali accertamenti del caso, ma ormai la mia testa è organizzata nei suoi bei cassettini e non so se sia davvero un male. A me piace, comunque.

Quindi, siccome non voglio risparmiare nessuno dalla mia malattia (e se no a che serve avere qualcosa se non si può condividere con gli altri?), ho deciso di allietarvi la vita con una lista di 10 punti, una al mese, per sapere anche un po’ l’opinione degli altri (facciamo finta che sia così, possiamo dimenticare che in fondo potrei avere dei seri problemi). Cominciamo allora con una lista facile facile.

In ordine sparso, 10 tra le cose che mi piacciono di più. Tutti pronti? Vai! Continua a leggere “Diecicosealmese”

Pubblicato in: Chiara Tuna, Pensierini

Basta che Funzioni

Sembra assurdo, ma se uno ci fa molta attenzione e ci si mette a pensare, nella vita succede una figata dopo l’altra.
Io posso essere sicura che me ne accada almeno una a settimana, che non è poco. Se solo pensate a quante settimane ci sono in un mese e a quanti mesi ci sono in un anno, un’idea più o meno ve la fate.

– Sono una cifra di figate, no?

E, insomma, per questo mercoledì che per me è come un lunedì, perché non solo rientro dalle ferie col turno di sera, ma lavoreró ogni giorno fino a domenica, ho deciso che era giunto il momento di svegliarsi e di scrivere un paio di cose che erano lì e aspettavano di uscire. Continua a leggere “Basta che Funzioni”