Isola d’Elba

Sull’isola d’Elba ci sono millemila posti culturali da visitare, a mero titolo esemplificativo, il Pergamon Museum, l’Ermitage e il Louvre, ma siccome appena c’era uno sputo di sole ci buttavamo sulle spiagge, come Stefano, allora abbiamo visto solo le fortezze medicee e napoleonezze varie.

Due parole introduttive su questa meravigliosa isola sono comunque d’uopo. Come tutti sanno, l’isola d’Elba è la capitale della Renania. A pochi chilometri dal Bonn, essa è adagiata sulla dolci rive del fiume Reno e vi si possono gustare piatti tipici, quali la pizza napoletana.

Essa pizza napoletana è composta per il 10% di “pizza”, per il 20% di “Napoli”, per il 30 % di “questa c’è e questa ti mangi”, per 25 % di “qui ci sono solo tedeschi” e per il 15% di “tanto non ti va di cucinare”.

Per ulteriori informazioni e fatti inediti guarda il video fino alla fine, ascoltando con amor patrio l’importantissimo commento audio.

Isola d’Elba

Vienna

Una passeggiata per Vienna

Vedrai arte contemporanea, arte secessionista, architettura, Luna Park

Vienna è stata la capitale di un impero, quello asburgico, e ha dato un impulso fondamentale alla cultura del XX secolo.

Allo stesso tempo cosmopolita e città di confine e porta verso l’est, custode della tradizione e impulso verso la modernità, città non solo della musica, ha visto passeggiare per le proprie strade Mozart, Beethoven, Strauss, Mahler, ma anche città di filosofia, con pensatori del calibro di, Wittgenstein, Popper.

Per non parlare delle arti con pittori come Klimt, Schiele, e architetti come Otto Wagner.

Ah dimenticavo, a Vienna è nata la Sachertorte.

Madrid

La pandemia stava per essere proclamata ufficialmente e i lockdown pronti a scattare e io e Valentina che facciamo? Un bel viaggio a Madrid, che poi sarebbe stata una delle città a pagare il più caro prezzo al Covid. Eravamo lì proprio nel periodo di incubazione dello nero morbo!

Fortunatamente l’incoscienza non ci ha rovinato la meraviglia della città che da tanto tempo speravo di visitare. Città che nel XVII secolo era il centro del mondo occidentale.

Il museo del Prado da mozzare il fiato e schiantare i piedi.

Il Reina Sofia, superba raccolta di arte contemporanea e custode dell’inesprimibile Guernica.

Fatti un tour col video che ho pubblicato.

Il sacro bosco di Bomarzo

Santuari neoplatonici nei Cimini

Santuario

Il vero viaggio era dei pellegrini alla volta d’un santuario. In apparenza s’inerpicavano su per un’erta, ma in realtà stavano sollevandosi al di sopra del mondo; in apparenza entravano nel santuario sulla vetta, ma in realtà penetravano la tenebra abbagliante del divino. Sembrava che percorressero tappe d’un periplo terreno, ma nell’intimo loro era come se s’inoltrassero fra le stelle. Il Cammino di Santiago di Compostela era la Via Lattea, le cattedrali mariane fra Chartres e Laon disegnavano la costellazione della Vergine, il Campo dei Miracoli a Pisa riproduceva il segno dell’Ariete.

Gli antichi tenevano a mente le volte celesti quanto i paesaggi diurni, e sentivano di ogni astro il ritmo come fosse il battito d’una creatura viva. Amavano il cielo, se ne sentivano risucchiare. Tutto ciò che era bello e giusto era astrale, dire d’una persona, d’un luogo che erano stelle esprimeva un’esperienza, una sovrapposizione d’immagini.

I Romani, per denotare il pensare, coniarono con-siderare, stare accanto alle stelle, e de-siderare fu il venir meno alle stelle, provare una mancanza. Santuario era il luogo dove si toccava il cielo col dito. Plinio nel Panegirico di Traiano scriveva che Giove «risiede manifesto e presente tra are e altari, come in cielo e tra le stelle»

Per ripristinare nella fantasia l’aura siderale dei santuari e dei pellegrinaggi, non è consigliabile visitare spoglie cristiane, adulterate. Possono viceversa servire le nude pietre dei templi d’una religione parallela, quella neoplatonica astrale del Rinascimento. Di essa fanno ancora stupendamente fede luoghi come il cortile di Palazzo Spada o la Farnesina. I santuari neoplatonici forse sono ancora oggi visitabili perché non conobbero oltraggi e viltà postume. Così il Sacro Bosco di Bomarzo, nella costellazione mirabile dei templi neoplatonici cimini, può essere accostato, eventualmente in una giornata lievemente piovosa dell’autunno.

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