Agata

Puoi leggere le bozze in anteprima e lasciare una recensione sul sito di Bookabook.

Ogni piccolo gesto e condivisione del link può aumentare il bacino dei potenziali lettori e può avvicinarmi all’obiettivo di raggiungere le 200 copie di prevendite, grazie al quale «Tutti vogliono uccidere Dio» potrà uscir a riveder le stelle.

Musical Moments from Chopin – 1947

L’animazione, la mia prima passione. Fa pure rima. L’animazione è una tecnica e non un genere, quindi non è roba solo per bambini, anche se può far tornare bambini e quindi far risparmiare sul rinnovo del guardaroba. Beccati tutti gli Oscar per i cortometraggi di animazione. Magari ti riesco a svoltare qualche seduta di gabinetto.

L’album dei personaggi di «Tutti vogliono uccidere Dio»

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Voglio molto bene a Neil Gaiman

Finisco di scrivere il mio romanzo «Backup» in cui nero le vicende delle divinità romane che si sono mischiate agli umani per non rischiare di finire nel dimenticatoio e in che lettura mi imbatto? «American God» di Neil Gaimann.

In «American God» veniamo in contatto con alcune divinità dei pantheon più disparati, trasferitisi in America, come cavalli di Troia, dentro le storie degli immigranti. Un sottobosco di personaggi inquietanti, una versione freaks degli alieni di “Men in Black”, che vivono in mezzo ai mortali umani senza che questi se ne accorgano. Molto simile al mio «Backup», ma cosa potevo farci? Ormai l’avevo scritto.

Di Neil Gaiman adoro il sapore fumettoso e il riciclaggio del patrimonio comune a tutti noi della mitologia. Anche il mio «Backup» attinge a piene mani alla mitologia. Ho letto «American God» dopo aver scritto «Backup». Giuro.

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Voglio molto bene a Christopher Moore

Christopher Moore, con «Il Vangelo secondo Biff» e i Monty Python con «Brian di Nazareth» mi ha dato il coraggio di scherzare con la religione.

Senza paura di mischiare in modo carnevalesco, Moore crea un cocktail narrativo irresistibile mischiando tutto senza paura vampiri, religione, divinità, techno-disagi-esistenziali-urbani, qualunque cosa voglia dire ‘sto neologismo.

Ne «Il Vangelo secondo Biff» dà fuoco alla miccia delle domande che chiunque si porrebbe, se libero dagli sguardi torvi dei preti: Gesù giocava a fare il kung fu con gli amici? Si scaccolava? Ha sempre saputo come fare il Messia, sin da piccolo? I miracoli gli sono sempre venuti bene, ho ha dovuto esercitarsi un po’, come qualsiasi batterista che si rispetti?

Anche altri autoroni si sono cimentati nella riscrittura dei Vangeli, primo fra tutti Il Vangelo secondo Gesù Cristo, di José Saramago, ma leggere quello di Moore, dopo quello di Saramago, è come ascoltare un dialogo di Pulp Fiction, dopo aver appena assistito al sermone natalizio di Papa Francesco.

E niente, devi leggere assolutamente «Il Vangelo secondo Biff».

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John Henry and the Inky Poo – 1947

L’animazione, la mia prima passione. Fa pure rima. L’animazione è una tecnica e non un genere, quindi non è roba solo per bambini, anche se può far tornare bambini e quindi far risparmiare sul rinnovo del guardaroba. Beccati tutti gli Oscar per i cortometraggi di animazione. Magari ti riesco a svoltare qualche seduta di gabinetto.

Lo scannatoio

C’è un luogo in che rappresenta la speranza che i soldi investiti in blefaroplastiche ed il tempo trascorso in feste del jet set o su Instagram e Tik Tik con culi balconata e bocche a culo di gallina non sia stato buttato al vento e che il sogno di entrare nel rutilante mondo del spettacolo si realizzi e questo luogo è l’appartamento che il fallito ex sceneggiatore Rocco Maugeri affitta per i propri incontri galanti a suon di «Non ti preoccupare ti faccio conoscere il direttore di Rai Yo Yo, ma tu tu devi essere gentile con me.»

Speranze che però puntualmente si infrangono la mattina sull’Iceberg di un “Mi faccio sentire io, non ti preoccupare.»

Lo scannatoio di Rocco si trova in Prati, a due passi dal Vaticano, luogo quindi facilmente raggiungibile anche dai prelati che qui sono di casa ed è qui che l’armata Brancaleone formata da Junior, Stefano e Serena troveranno per un po’ rifugio dalla caccia che gli danno sia Congregazione del Sacro Cuore dei Sandali del Signore che il Gruppo Atei Materialisti Scientifici, entrambi intenzionati a far fuori Dio.

Situato in un palazzone ottocentesco, rigorosamente senza ascensore, Rocco l’ha arredato ispirandosi alla casa del suo autore preferito, al vate Gabriele d’Annunzio, ricreando un Vittoriale in miniatura.

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Vienna

Una passeggiata per Vienna

Vedrai arte contemporanea, arte secessionista, architettura, Luna Park

Vienna è stata la capitale di un impero, quello asburgico, e ha dato un impulso fondamentale alla cultura del XX secolo.

Allo stesso tempo cosmopolita e città di confine e porta verso l’est, custode della tradizione e impulso verso la modernità, città non solo della musica, ha visto passeggiare per le proprie strade Mozart, Beethoven, Strauss, Mahler, ma anche città di filosofia, con pensatori del calibro di, Wittgenstein, Popper.

Per non parlare delle arti con pittori come Klimt, Schiele, e architetti come Otto Wagner.

Ah dimenticavo, a Vienna è nata la Sachertorte.

Walky Talky Hawky – 1947

L’animazione, la mia prima passione. Fa pure rima. L’animazione è una tecnica e non un genere, quindi non è roba solo per bambini, anche se può far tornare bambini e quindi far risparmiare sul rinnovo del guardaroba. Beccati tutti gli Oscar per i cortometraggi di animazione. Magari ti riesco a svoltare qualche seduta di gabinetto.

Amica Michela

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