David Jonassen

Il Costruttivismo.

Pedagogista statunitense (New Jersey 1947 – Missouri 2012).

David Jonassen è uno dei principali teorici del concetto di apprendimento significativo.

Il concetto di apprendimento significativo nasce all’interno del paradigma costruttivista della conoscenza e si sviluppa in molteplici correnti teoretiche, tra cui il costruttivismo socio-culturale. La conoscenza è un processo di costruzione di significato da parte del soggetto, che rielabora in maniera personale e in parte arbitraria saperi già acquisiti, sensazioni ed emozioni. Questo processo, però, non rimane circoscritto alla sfera privata: nella consapevolezza che anche l’altro costruisce la propria conoscenza in modo soggettivo, si orienta all’accettazione e alla comprensione di prospettive multiple, mediante forme di interazione comunicativa.

La comunicazione, che sta alla base dell’interazione sociale, è negoziazione di significati, che consente all’individuo di costruire in modo condiviso nuove conoscenze.In quest’ottica la concezione costruttivista dell’apprendimento sottolinea la centralità del sog- getto apprendente, che attivamente e intenzionalmente cerca e costruisce la propria conoscenza, riflette sulla sua azione e osservazione in un contesto reale e “autentico”, in cui interagisce con gli altri, con le risorse informative e con le tecnologie.

Il processo formativo abbandona la logica dell’insegnamento (teaching centered) a favore dell’ap- prendimento (learning centered).

L’insegnante non è più considerato un “disseminatore d’informazione”, depositario indiscusso di un sapere universale, astratto e decontestualizzato. È piuttosto unfacilitatore, untutor, un coach counselor, che guida l’allievo a riconoscere con consapevolezza e a ridefinire in modo riflessivo la trama delle sue competenze.Lo studente, spinto da personali interessi e motivazioni, costruisce attivamente una propria con- cezione della realtà attraverso un processo di integrazione di molteplici prospettive, che derivano non solo dalla trasmissione di saperi codificati, ma anche dalle conoscenze ed esperienze pregresse, in una dimensione dialogica in cui l’“interscambio dialettico” ha lo scopo di ottenere una “costruzione di con-senso”. Lo sviluppo della conoscenza è un’“impresa sociale”, frutto della comunicazione interpersonale, del confronto e dello scambio all’interno della comunità di appartenenza, della condivisione e negoziazione di significati espressi da una comunità di interpreti. Jonassen, nella sua progressiva riflessione sul paradigma costruttivista socio-culturale, giunge a una definizione di apprendimento significativo fondata su alcuni attributi: attivo, costruttivo, intenzionale, autentico e cooperativo.

L’apprendimento è attivo se coinvolge attivamente l’apprendente nella costruzione della sua conoscenza in contesti significativi, mediante la manipolazione di oggetti, l’osservazione e l’interpretazione dei risultati dei suoi interventi. Papert, a tal proposito, parla di “artefatti cognitivi”, strumenti che consentono al soggetto in situazione di apprendimento di addentrarsi in un’esplorazione in cui costruire da solo i propri progetti, provare schemi e manipolare nozioni e idee, modificando lo status di “consumatore” di informazioni in quello di “produttore” di conoscenza.L’apprendere è quindi un processo alimentato dal fare pratico, necessario ma non sufficiente per generare apprendimento significativo.

L’azione, infatti, si traduce nell’imparare attraverso un fare costruttivo, che richiede la comprensione del compito, delle consegne e procedure, la riflessione cognitiva e metacognitiva sulle esperienze in corso, la comprensione del “perché” e del “come” della propria azione. Riflettendo su una situazione dubbiosa, gli studenti integrano le nuove esperienze e informazioni ricevute dall’esterno con la loro precedente conoscenza del mondo, in una sorta di negoziazione interna volta a trovare un senso a ciò che osservano. Iniziano costruendo i propri e semplici modelli mentali attraverso cui spiegano ciò che analizzano. Con l’esperienza e la riflessione tali modelli diventano sempre più complessi e richiedono, pertanto, una rappresentazione mentale più articolata, l’utilizzo di diversi processi di pensiero. L’apprendimento avviene in modo significativo anche quando implica eventi consapevoli, intenzionalmente diretti al raggiungimento di un obiettivo e carichi emotivamente. Quando gli studenti intendono attivamente e deliberatamente conseguire un obiettivo cognitivo, pensano e imparano di più perché stanno realizzando un’intenzione. Ciò consente loro di utilizzare più efficacemente le conoscenze che hanno costruito in nuove situazioni, governando il cambiamento e le circo- stanze imprevedibili. La consapevolezza dello scopo da perseguire promuove la capacità di effettuare scelte e compiere decisioni e, conseguentemente, rafforza la convinzione di possedere le necessarie abilità, gli indispensabili strumenti e schemi d’azione per raggiungere le mete prefissate. Entrano così in gioco gli aspetti motivazionali, estremamente determinanti nel favorire lo sviluppo di processi di apprendimento significativo.Se lo studente sviluppa un sentimento di autostima e accresce la propria autoefficacia (self effi- cacity), maggiori sono la disponibilità, l’attenzione e l’impegno profusi nel compito e più matura la motivazione ad apprendere.

Jonassen mette in evidenza come l’apprendimento significativo sia anche autentico, cioè conte- stualizzato e complesso.

Gli studenti imparano di più e meglio se sono impegnati in “compiti autentici”, emergenti da “contesti autentici”, strettamente correlati al mondo reale, in cui si affrontano “problemi autetici”, quelli che si incontrano normalmente nella vita di tutti i giorni, dimostrando di essere in grado di risolverli utilizzando e applicando in modo intelligente le conoscenze e le abilità acquisite in nuove situazioni.

Il contesto, secondo Jonassen, è rappresentato dalle comunità di apprendimento e di costruzione di conoscenza, in cui le persone apprendono in forma cooperativa, imparando a considerare criticamente differenti e varie prospettive per affrontare e risolvere problemi. La cooperazione richiede la conversazione tra i partecipanti. Gli allievi che lavorano in gruppo devono necessariamente negoziare una comprensione comune del compito, concordare la scelta di metodologie adeguate per realizzarlo. La classe si fa comunità di apprendimento, «comunità di cui lo studente diviene membro cosciente e legittimo, attraverso un’accresciuta identità (dell’io attraverso il noi) che gli dà coscienza sociale, senso di responsabilità, spirito d’iniziativa, capacità critica, spirito di solidarietà».

David Ausubel

Dati

  • Psicologia cognitiva
  • Psicologo statunitense (New York 1918 – New York 2008)

Partendo dagli studi su J. Piaget, ha fornito contributi significativi nei campi della psicologia dell’educazione, delle scienze cognitive e della didattica delle discipline scientifiche.

David Ausubel definisce le tipologie di apprendimento in quantitativo e qualitativo, intese come quantità e qualità di acquisizioni logiche che determinano i prerequisiti, fattore quest’ultimo, che ogni formatore deve considerare principalmente, perché ritenuto come il più importante per l’influenza nell’apprendimento. Determina dunque una tassonomia che ne individua le tipologie dalla più semplice alla più complessa, classificandole in:

  • Apprendimento per ricezione di tipo meccanico (es.: imparare a memoria una poesia, quindi una acquisizione delle informazioni dall’esterno;
  • Apprendimento per scoperta di tipo meccanico (es.: scoperta di concetti elementari mediante l’intuito);
  • Apprendimento per ricezione di tipo significativo (es.: l’apprendimento scolastico, nel quale l’allievo intuisce l’importanza dei concetti pur non possedendo la padronanza della materia);
  • Apprendimento per scoperta di tipo significativo (es.: l’intuizione intellettuale da parte dell’allievo che gli permette di giungere a soluzioni innovative).

Il caposaldo della teoria di Ausubel è la nozione di apprendimento significativo, contrapposta a quello di apprendimento meccanico. Per imparare in modo significativo, gli individui devono poter collegare la nuova informazione a concetti e proposizioni rilevanti già posseduti.

La conoscenza avviene mediante elaborazione del significato: l’allievo attribuisce al materiale di apprendimento un significato psicologico, cioè suo personale.

Nell’apprendimento meccanico, invece, il contenuto è già definito nel suo significato e l’allievo deve solamente imprimerselo nella mente. Un’altra fondamentale distinzione posta dall’Autore è tra apprendimento per ricezione e apprendimento per scoperta.

L’apprendimento significativo è quel tipo di apprendimento che consente di dare un senso alle conoscenze, permettendo l’integrazione delle nuove informazioni con quelle già possedute e l’utilizzo delle stesse in contesti e situazioni differenti, sviluppando la capacità di problem solving, di pensiero critico, di meta-riflessione e trasformando le conoscenze in vere e proprie competenze. Secondo la pedagogia contemporanea l’apprendimento significativo, basato su teorie costruttiviste, ha come obiettivo principale quello di rendere autonomo il soggetto nei propri percorsi conoscitivi. Esso è diametralmente opposto all’apprendimento meccanico che utilizza la memorizzazione per produrre conoscenza “inerte”.

Nell’apprendimento meccanico, basato su teorie comportamentiste, la ricezione delle informazioni è veicolata dal docente, le informazioni sono definitive, astratte e generiche e non possono essere modificate dal discente per integrarle ad informazioni precedenti o per negoziarne socialmente il significato.

Per avere un apprendimento significativo è, quindi, necessario che la conoscenza:

  • sia il prodotto di una costruzione attiva da parte del soggetto;
  • sia strettamente collegata alla situazione concreta in cui avviene l’apprendimento;
  • nasca dalla collaborazione sociale e dalla comunicazione interpersonale.

Dal punto di vista didattico, Ausubel riteneva fosse più utile prima di somministrare un’unità didattica complessa, fornire un insegnamento più generale e astratto, affinché questo contenuto servisse da organizzatore anticipato aiutando l’alunno a mettere in relazione le nuove conoscenze con quelle già in suo possesso. Gli organizzatori anticipati sono dunque in primo luogo una strategia didattica che si basa sul principio che il fattore più determinante nei processi di apprendimento è rappresentato dalle pre-conoscenze.

Logica conseguenza di questa impostazione è che la progettazione dei curricula formativi debba basarsi sull’analisi delle conoscenze di ingresso (in adesione a tali principi, le mappe concettuali potrebbero essere utilmente impiegate a questo scopo).

Le caratteristiche dell’apprendimento significativo

Le caratteristiche di un ambiente di apprendimento che facilita la costruzione significativa di conoscenza è quello in cui si ha la possibilità “di apprendere in modo attivo, costruttivo, intenzionale, autentico e collaborativo.” (Jonassen et al. 2007, p. ivi).

  • È ATTIVO: richiede uno sforzo concreto di colui che apprende nella costruzione della sua conoscenza in contesti significativi mediante la manipolazione di oggetti, l’osservazione e l’interpretazione dei risultati dei suoi interventi. In questo modo si verifica il principio del “learning by doing” (imparare facendo).
  • È COSTRUTTIVO: richiede di articolare ciò che è stato fatto e di riflettere sulle proprie attività e osservazioni. Le nuove conoscenze creano discrepanze tra ciò che si osserva e ciò che si comprende. Questo è quello che consente ai discenti di andare avanti integrando le vecchie conoscenze con le nuove. Si può fare riferimento ai processi di assimilazione e accomodamento, teorizzati da Piaget, che implicano la costruzione di nuove conoscenze. Secondo il pedagogista svizzero il vero apprendimento avviene nel momento in cui vi è la modifica degli schemi cognitivi (accomodamento).
  • È COOPERATIVO: prevede una dimensione conversazionale e collaborativa per favorire la comprensione, la quale avviene sempre attraverso il confronto, lo scambio, il dialogo e la negoziazione con gli altri.
  • È AUTENTICO: perché è caratterizzato da complessità ed è fortemente contestualizzato. Si basa su complessi problemi della vita reale per favorire un coinvolgimento pratico degli studenti nei contesti concreti.
  • È INTENZIONALE: è lo studente che dà un’autogiustificazione all’impegno di perseguire e raggiungere uno scopo (goal directed). È compito dell’insegnante creare la motivazione all’impegno e al conseguente apprendimento.
  • È CONVERSAZIONALE: coinvolge i processi sociali, in particolare quelli dialogico-argomentativi;
  • È CONTESTUALIZZATO: questo tipo di apprendimento comporta la pronta messa in pratica degli insegnamenti in compiti riguardanti il mondo reale;
  • È RIFLESSIVO: l’allievo è indotto a riflettere sui processi attivati nella fase di apprendimento.