Che altra via c’è per la salvezza, oltre la bellezza?

E  niente… ieri, dopo essere stati all’opera, ancora emozionati, ho chiesto a Valentina se secondo lei tutta quella bellezza non dovesse essere un diritto di tutti, un po’ come l’assistenza sanitaria, e lei mi ha fulminato sostenendo che se non ce l’hai dalla nascita, non sei in grado di riconoscerla, e se non ce l’hai  corri il rischio di annoiarti di fronte a Tosca.

Possibile che il senso della bellezza sia preistallato in alcuni e in altri no? Possibile che ci sia gente condannata ad Amici di Maria de Filippi e per la quale la lirica non è altro che un’accolita di strambi tizi che si muovono sconclusionati su un palco facendo il vocione?

Che altra via c’è per la salvezza, oltre la bellezza?

Una stanza vuota, ordinata, ma freddissima 

Dice: «Non ho capito bene quella cosa della bellezza che è un arrivo e non una partenza.»
Risponde: «La bellezza è quando tutto le cose vanno al posto dove devono stare, no?»
Dice: «Ci può stare.»
Risponde: «Ma le cose mica ci vanno da sole, ci arrivano, non ci partono.»
Silenzio.
Dice: «E quella cosa che la bellezza non è gratis.»
Chiede «Per vincere l’attrito ci devi mettere la forza, no?»
Risponde: «A meno che non sia su un piano inclinato.»
Dice: «Allora la forza ce la mette il centro della Terra.»
Ammette: «Ok.»
Chiede: «Ti è mai capitato di voltarti e chi era con te è sparito, perché stanco di spingere?»
Risponde: «Quindi il prezzo della bellezza è la solitudine?»
Dice: «A volte è una stanza vuota, ordinata, ma freddissima.»
Dice: «Ok, compro subito un cappotto.»